SESTO SENSO - NUDARE SOLENT a cura di V. Girolamo e R. Pucciarelli
di raffadelgiudice (09/05/2008 - 18:14)

MODUGNO PALAZZO COLAVECCHIO
Cattedra di Anatomia Artistica-Illustrazione Scientifica
Prof. Vincenzo Girolamo- Rosa Anna Pucciarelli
SESTO SENSO-NUDARE SOLENT
Palazzo Colavecchio via Conte Rocco Stella n.12 Modugno (BA)
dal 16 maggio al 26 maggio 2008
Apertura dalle ore 18,00 alle ore 20,30
Visite guidate: MATTINA per appuntamento
Info: tel. 080 5326333 - cell. 340 8429005
INTERVENTI:
Maria Vinella
Pasquale Bellini
(Direttore Accademia Belle Arti di Bari)
SESTO SENSO: TRA ETICA e CREATIVITA'
<<Sesto Senso>> traccia un percorso emotivo denso di impressioni sensoriali e sollecitazioni mentali attraverso alcune opere realizzate dagli allievi delle Cattedre di 'Anatomia Artistica' e 'Illustrazione Scientifica' dell'Accademia di Belle Arti di Bari. Tappe di una storia fantastica dai contenuti sociali, (le opere pittoriche, grafiche, scultoree, video ecc) alludono alle problematiche più attuali della nostra società: la sostenibilità ambientale, i conflitti generazionali, la violenza diffusa e le guerre, i fondamentalismi e gli integralismi, le differenze di genere e le difficoltà interculturali, i condizionamenti sociali legati al mito dell'eterna giovinezza e della bellezza a tutti i costi.
Con un complesso gioco di luce/oscurità, la grande installazione ambientale a struttura labirintica accoglie tutti i lavori segnando un itinerario di crescita che - dalla scoperta della magia della fiaba alla consistenza di verità e finzione, sino alla consapevolezza della relatività del reale - conduce l'osservatore ad interrogarsi sul sesto senso: il senso morale.
Ovvero il senso sul quale oggi la neurobiologia si interroga, cercando nel cervello umano con la risonanza magnetica funzionale le aree associate alle emozioni o alla razionalità. Se esiste una grammatica morale universale, l'empatia e la solidarietà permetteranno agli abitanti della Terra di continuare in maniera collaborativa il percorso evolutivo e creativo della vita. Altrimenti?
Con un complesso gioco di luce/oscurità, la grande installazione ambientale a struttura labirintica accoglie tutti i lavori segnando un itinerario di crescita che - dalla scoperta della magia della fiaba alla consistenza di verità e finzione, sino alla consapevolezza della relatività del reale - conduce l'osservatore ad interrogarsi sul sesto senso: il senso morale.
Ovvero il senso sul quale oggi la neurobiologia si interroga, cercando nel cervello umano con la risonanza magnetica funzionale le aree associate alle emozioni o alla razionalità. Se esiste una grammatica morale universale, l'empatia e la solidarietà permetteranno agli abitanti della Terra di continuare in maniera collaborativa il percorso evolutivo e creativo della vita. Altrimenti?
Maria Vinella
C’era una volta un burattino che giocava con la sua ombra da eterno Peter Pan. Un giorno si guardò intorno con grandi occhi umani, giocò con le mani di un uomo e ne capì il meccanismo. Mentre abbracciava la Terra, incontrò uno sciocco, lo scemo del villaggio: sorrideva mandandogli il messaggio “Svuotami”. Stringeva tra le mani una tazzina di caffè. Al burattino sorse un dubbio: <Non è che vuole parlare in giapponese?> Con quel suo sorriso sornione non lo capivano credendolo sciocco, invece…Forse lui voleva dire “Svuotàmi”.
Nessuno gli dava risposta tutti intenti a correre e avanti indietro per lavorare. Tutti, tranne la signora Ada, convinta di essere la più bella del reame, ed era vero, poichè il suo volto birichino insegnava ad amare il trascorrere del tempo leggendo le imperfezioni come segno di identificazione…
Purtroppo la donna di fianco all signora Ada continuava ad arrampicarsi e a cercare di non cambiare mai, senza capire che fosse fatica sprecata. Infatti la signora Ada era veramente la regina, invece lei arrancava stupefatta di non riuscire ad arrivare in vetta.
Il burattino per consolarla le fece leggere una lunga storia da un libro nero che, dopo averle indicato la strada, la fece tornare sui suoi passi. Passò nel fiume della fantasia, si bagnò i piedi nei colori dell’immaginazione e, come Alice nel Paese delle Meraviglie, attraversò il cunicolo buio.
Ma non poteva divenire grande grande per risolvere i problemi, o piccina piccina tanto da sparire e non vedere più niente. Rimase esterefatta quando finalmente giunse nella stanza della verità: lì vide il suo mondo. Solo allora capì: se la Terra non ci fosse più, i suoi piedi si sarebbero poggiati sul nulla, il vuoto l’avrebbe risucchiata. Nessuno sarebbe rimasto! Quindi neanche la nostra storia, fatta di tanti piccoli uomini che come lumache lasciano tracce luminescenti.
Avvenne il miracolo! Iniziò a percepire un certo sesto senso atto a compiere azioni giuste. Capì cosa fare per non perdere la "sua" storia, in modo da sapere dove poggiare i piedi. Uscita dal tunnel, si sentì profondamente diversa; incontrò altri uomini e donne di buona volontà che vissero tutti, per sempre, nella memoria degli altri.
Nessuno gli dava risposta tutti intenti a correre e avanti indietro per lavorare. Tutti, tranne la signora Ada, convinta di essere la più bella del reame, ed era vero, poichè il suo volto birichino insegnava ad amare il trascorrere del tempo leggendo le imperfezioni come segno di identificazione…
Purtroppo la donna di fianco all signora Ada continuava ad arrampicarsi e a cercare di non cambiare mai, senza capire che fosse fatica sprecata. Infatti la signora Ada era veramente la regina, invece lei arrancava stupefatta di non riuscire ad arrivare in vetta.
Il burattino per consolarla le fece leggere una lunga storia da un libro nero che, dopo averle indicato la strada, la fece tornare sui suoi passi. Passò nel fiume della fantasia, si bagnò i piedi nei colori dell’immaginazione e, come Alice nel Paese delle Meraviglie, attraversò il cunicolo buio.
Ma non poteva divenire grande grande per risolvere i problemi, o piccina piccina tanto da sparire e non vedere più niente. Rimase esterefatta quando finalmente giunse nella stanza della verità: lì vide il suo mondo. Solo allora capì: se la Terra non ci fosse più, i suoi piedi si sarebbero poggiati sul nulla, il vuoto l’avrebbe risucchiata. Nessuno sarebbe rimasto! Quindi neanche la nostra storia, fatta di tanti piccoli uomini che come lumache lasciano tracce luminescenti.
Avvenne il miracolo! Iniziò a percepire un certo sesto senso atto a compiere azioni giuste. Capì cosa fare per non perdere la "sua" storia, in modo da sapere dove poggiare i piedi. Uscita dal tunnel, si sentì profondamente diversa; incontrò altri uomini e donne di buona volontà che vissero tutti, per sempre, nella memoria degli altri.
INSTALLAZIONE DI:
Berardi Giuseppe
De Florio Grazia
Del Giudice Raffaellla
Donatelli Grazia
Giuliano Massimo
Muolo Tiziana
Panaro Angela
Perrini Angelo
Ragno Margherita
Volpicella Michele
A cura di: Prof. V. Girolamo Prof.ssa R.A. Pucciarelli
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