Ciao sono raffadelgiudice
Vedi il mio profilo


Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

I miei links preferiti

    Diffondi i contenuti

    Aggiungi al mio Dada

    Aggiungi al mio Dada

    Condividi i contenuti

    De.licio.us

    da SESTO SENSO-NUDARE SOLENT ...Raffaella Del Giudice

    di raffadelgiudice (07/05/2008 - 23:40)




                                                                              
                                                                  


    MODUGNO PALAZZO COLAVECCHIO


    Cattedra di Anatomia Artistica-Illustrazione Scientifica
    Prof. Vincenzo Girolamo- Rosa Anna Pucciarelli
    SESTO SENSO-NUDARE SOLENT
    Palazzo Colavecchio via Conte Rocco Stella n.12 Modugno (BA)
    dal 16 maggio al 26 maggio 2008
    Apertura dalle ore 18,00 alle ore 20,30
    Visite guidate: MATTINA per appuntamento
    Info: tel. 080 5326333 - cell. 340 8429005

    C’era una volta un burattino che giocava con la sua ombra da eterno Peter Pan. Un giorno si guardò intorno con grandi occhi umani, giocò con le mani di un uomo e ne capì il meccanismo. Mentre abbracciava la Terra, incontrò uno sciocco, lo scemo del villaggio: sorrideva mandandogli il messaggio “Svuotami”. Stringeva tra le mani una tazzina di caffè. Al burattino sorse un dubbio: <Non è che vuole parlare in giapponese?> Con quel suo sorriso sornione non lo capivano credendolo sciocco, invece…Forse lui voleva dire “Svuotàmi”.

    Nessuno gli dava risposta tutti intenti a correre e avanti indietro per lavorare. Tutti, tranne la signora Ada, convinta di essere la più bella del reame, ed era vero, poichè il suo volto birichino insegnava ad amare il trascorrere del tempo leggendo le imperfezioni come segno di identificazione…

    Purtroppo la donna di fianco all signora Ada continuava ad arrampicarsi e a cercare di non cambiare mai, senza capire che fosse fatica sprecata. Infatti la signora Ada era veramente la regina, invece lei arrancava stupefatta di non riuscire ad arrivare in vetta.

    Il burattino per consolarla le fece leggere una lunga storia da un libro nero che, dopo averle indicato la strada, la fece tornare sui suoi passi. Passò nel fiume della fantasia, si bagnò i piedi nei colori dell’immaginazione e, come Alice nel Paese delle Meraviglie, attraversò il cunicolo buio.

    Ma non poteva divenire grande grande per risolvere i problemi, o piccina piccina tanto da sparire e non vedere più niente. Rimase esterefatta quando finalmente giunse nella stanza della verità: lì vide il suo mondo. Solo allora capì: se la Terra non ci fosse più, i suoi piedi si sarebbero poggiati sul nulla, il vuoto l’avrebbe risucchiata. Nessuno sarebbe rimasto! Quindi neanche la nostra storia, fatta di tanti piccoli uomini che come lumache lasciano tracce luminescenti.



    Proge tto grafico: Cattedra di Anatomia Artistica - Angelo Perrini, Grazia Donatelli, Raffaella Del Giudice

    Vota questo post


    Commenta:




    (Inserisci qui l'indirizzo del tuo blog o del tuo sito personale)

    Scrivi le cifre che leggi nel box

    (In questo modo si prevengono gli invii automatici)