Archivio Novembre 2007
INTEMPERIE di Raffaella Del Giudice
di raffadelgiudice (19/11/2007 - 17:45)

Esposto alla Personale di Pittura "IMMAGINI e SOGNI" dal 07 al 12/11/2007
Associazione Culturale Pleiade - Adelfia (Bari)
e
SPAZIO OFF e MOSTRA B_ART
ASPETTANDO LA BIENNALE
Accademia di Belle Arti di Bari
Arci Officina dell'Arte Mola di Bari
PALAZZO ROBERTI
Mola di Bari
dall'8 al 14 dicembre 2007
vernissage 7 dicembre 20
"Ho deciso di camminare: accetto dunque di espormi alla pioggia, al vento , al sole, a spettacoli e impressioni imprevisti che possono turbarmi, turbare il mio comfort intellettuale".
Sansot
La necessità di affrontare disagi di tipo climatico ma anche di tipo più interno (la fatica) ci permette innanzitutto di sperimentarli, di analizzare il proprio modo di affrontarli e quello impiegato dagli altri, di cogliere come in realtà sia la propria percezione soggettiva della situazione a renderla piacevole o spiacevole.
" Se fai uno scivolone, una caduta non grave, non avere un attimo d'interruzione, ma già nel rialzarti riprendi la cadenza della tua marcia. Imprimiti bene nella memoria le circostanza della caduta, ma non permettere al corpo di rimasticarne il ricordo. Il corpo cerca sempre di rendersi interessante con i suoi tremiti, il suo ansimare, le sue palpitazioni, i suoi brividi, i suoi sudori, i suoi crampi; ma è molto sensibile al disprezzo ed all'indifferenza che il suo padrone gli dimostra. Se sente che quest'ultimo non si lascia impressionare dalle sue geremiadi, se capisce che non c'è niente da fare per impietosirlo, allora riprende il suo posto e compie docilmente il suo dovere". Ed ancora "Quando i piedi non vogliono più portarti, si cammina sulla testa".
Renè Daumal
GENERATEO (stevesteve77)
« Dal tubare della colomba allo scrosciare della tempesta, dall'impiego sottile dei sagaci artifici al tremendo limite in cui la cultura si perde nel tumultuante caos della natura, egli ovunque è passato, tutto ha sentito. Chi verrà dopo di lui non continuerà, dovrà ricominciare, perché questo precursore ha condotto l'opera sua fino agli estremi confini dell'arte. » (Franz Grillparzer, orazione funebre a Beethoven, 29 marzo 1827)
http://it.qoob.tv/users/user_page.asp?id=21539
IMMAGINI e SOGNI di Raffaella Del Giudice
di raffadelgiudice (09/11/2007 - 21:37)
IN MARGINE ALLA MOSTRA
“Parlare per immagini ” esprime in maniera sintetica ed efficace lo slogan che può accompagnare e fare da sfondo alla mostra di pittura di RAFFAELLA DEL GIUDICE.
L’artista, vive ed opera a Bari, in Via Guido De Ruggiero n. 1.
E’ di grandissimo talento, come è dimostrato dalle sue opere e dal fatto che, a suo tempo, ha percorso l’intero cammino accademico, laureandosi con 110/110 e lode ed il plauso della Commissione.
Originale e creativa, nonostante la violenza, la follia, l’ipocrisia di tanta gente d’oggi, non smette di sognare con la leggerezza e la tenuità del disegno e dei colori.
Parla poco attraverso le parole, ma molto per immagini. Imprime i colori in maniera mobile come la mobilità del suo pensiero creativo, coinvolgendo chi osserva. Il linguaggio delle immagini colorate che crea così perfette, penetra nelle pieghe dell’anima e ne risveglia il piacere e la gioia inconscia.
Il suo mondo pittorico è fatto sia di forme delicate e sinuose legate all’illustrazione per l’infanzia, che di colori forti ed aspri, che esprimono i volti atterriti della gente, la mobilità flessibile delle figure quasi danzanti in un paesaggio di acqua, di terra e di cielo in cui l’aspirazione ad andare oltre è forte, credo sia anche il conforto dell’anima, che torna a sorridere alla vita.
E’ dunque evidente che quando dipinge, dialoga e sogna con la mente volta a qualcosa di reale che ella reinterpreta secondo la sua ispirazione. Infatti, di uno stesso soggetto coglie infinite variazioni, capaci di provocare, negli occhi di chi guarda, emozioni differenti e profonde.
Vito Sofarelli
Se l’immagine potesse parlare,
la lingua sarebbe la stessa dell’anima di Raffaella Del Giudice:
profonda e reattiva.
Nell’estrema semplicità del racconto, sono racchiuse le esperienze emotive dell’artista che non ha mezzo se non i colori e le immagini, per aprirsi con delicatezza al mondo che la circonda, comprimendo l’io per impedirgli di urlare.
Ma la delicatezza e la sensibilità, sono le armi taglienti di chi impara a difendersi, ed il sorriso a volte ferisce la coscienza dell’indifferenza, con astuzia e distacco. Leggiamo le immagini come emozioni e permettiamo loro di ferirci, il pianto ed il sorriso saranno giudici della nostra vita e consigliere per il futuro.
Rosanna Pucciarelli
“Parlare per immagini ” esprime in maniera sintetica ed efficace lo slogan che può accompagnare e fare da sfondo alla mostra di pittura di RAFFAELLA DEL GIUDICE.
L’artista, vive ed opera a Bari, in Via Guido De Ruggiero n. 1.
E’ di grandissimo talento, come è dimostrato dalle sue opere e dal fatto che, a suo tempo, ha percorso l’intero cammino accademico, laureandosi con 110/110 e lode ed il plauso della Commissione.
Originale e creativa, nonostante la violenza, la follia, l’ipocrisia di tanta gente d’oggi, non smette di sognare con la leggerezza e la tenuità del disegno e dei colori.
Parla poco attraverso le parole, ma molto per immagini. Imprime i colori in maniera mobile come la mobilità del suo pensiero creativo, coinvolgendo chi osserva. Il linguaggio delle immagini colorate che crea così perfette, penetra nelle pieghe dell’anima e ne risveglia il piacere e la gioia inconscia.
Il suo mondo pittorico è fatto sia di forme delicate e sinuose legate all’illustrazione per l’infanzia, che di colori forti ed aspri, che esprimono i volti atterriti della gente, la mobilità flessibile delle figure quasi danzanti in un paesaggio di acqua, di terra e di cielo in cui l’aspirazione ad andare oltre è forte, credo sia anche il conforto dell’anima, che torna a sorridere alla vita.
E’ dunque evidente che quando dipinge, dialoga e sogna con la mente volta a qualcosa di reale che ella reinterpreta secondo la sua ispirazione. Infatti, di uno stesso soggetto coglie infinite variazioni, capaci di provocare, negli occhi di chi guarda, emozioni differenti e profonde.
Vito Sofarelli
Se l’immagine potesse parlare,
la lingua sarebbe la stessa dell’anima di Raffaella Del Giudice:
profonda e reattiva.
Nell’estrema semplicità del racconto, sono racchiuse le esperienze emotive dell’artista che non ha mezzo se non i colori e le immagini, per aprirsi con delicatezza al mondo che la circonda, comprimendo l’io per impedirgli di urlare.
Ma la delicatezza e la sensibilità, sono le armi taglienti di chi impara a difendersi, ed il sorriso a volte ferisce la coscienza dell’indifferenza, con astuzia e distacco. Leggiamo le immagini come emozioni e permettiamo loro di ferirci, il pianto ed il sorriso saranno giudici della nostra vita e consigliere per il futuro.
Rosanna Pucciarelli
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